Consapevolezza


ballet
Una delle lezioni più grandi che si possano imparare dalla vita è vivere con consapevolezza.
La consapevolezza, quanto potere racchiuso in essa. Come si acquisisce? Cosa significa davvero “vivere con consapevolezza”? La risposta è semplice in teoria, ostica nella pratica; c’è un solo modo per farlo: svegliandosi. Si, sbarazzandosi di tutti gli anestetici che ci sono stati somministrati, e di cui noi stessi abbiamo reclamato la dose in varie occasioni; per allontanare il dolore, per non vedere oltre il nostro naso, per non pensare. Sarebbe tutto più facile se, ogni tanto ma con costanza, declinassimo i solerti inviti al risveglio e ci riappropriassimo, con fiducia, di un giudizio, di una scelta, di un pensiero solo nostro, non soggetto ad alcun tipo di condizionamento. Sarebbe tutto meno traumatico all’alba dei sensi se, consapevolmente, giorno dopo giorno iniziassimo a smontare i tasselli di tutte le sovrastrutture che, fin dal primo vagito, abbiamo iniziato ad ergere nella nostra mente, una mente troppo spesso priva anche della possibilità di respirare. Occorrerebbe prendersi un momento, uno solo di tanto in tanto, lasciarsi abbracciare dal silenzio e riflettere sulle proprie credenze, le proprie convinzioni, i propri ideali, discernendo quelli che appartengono ad una coscienza matura, forte, indipendente e ormai formata da quelli che sono stati tramandati nel corso degli anni vincendo le sfide del tempo, della crescita e dell’inevitabilità del cambiamento. Sarebbe senz’altro più propizio, qualsiasi sia l’ambito considerato, non lasciarsi ottundere da opinioni limitanti e limitate, ideologie accreditate, presupposti supponenti ed informazioni contaminate. In un soffio di vento, nell’irripetibilità di un istante, nell’unicità di una marcia di note incalzanti chiudere gli occhi e gettarsi nel vuoto, sentirsi un bambino allo spalancar di ciglia. Un bambino con una tela bianca, un pennello e una tavolozza, pronto a creare, lontano da ogni pressione, suggestione, manipolazione, il capolavoro della propria esistenza. Un bambino che, come un fiore che assapora il primo raggio di sole o la prima goccia di pioggia, con la stessa spontaneità e svincolato dalle costrizioni, si prepara a fare il suo ingresso nel mondo in cui tutto ciò che non dovrà mai dimenticare è di essere nato libero.

Il colibrì rosso

Photo credits: Mara Galeazzi, The Royal Ballet – Photo Viacheslav Samodurov

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