Non andare via


È incredibile quanto sia labile il confine tra la vita e la morte. Incredibile quante settimane ci impieghi un corpo per generarsi nel calore umido di un grembo di donna e come, talvolta, basti un misero attimo per metter fine all’esistenza di quello stesso individuo. È tutto qui, in questa pillola. Riconosco la mano di Dio, le dita che impugnano le forbici che taglieranno il filo a cui ora sono tese le mie membra. Tutto concentrato nei granelli in cui si sfalderanno queste pillole, granelli mortali che il mio stomaco assaporerà silenzioso e avido, accompagnandomi verso un sonno eterno, verso la porta d’uscita da un’esistenza che non ha più sorprese per me, né a cui io ho più nulla da dare. Ho esaurito le lacrime e la disperazione, non ho più armi con cui combattere. L’unico sentimento che sento ancora palpitare nel petto è il disgusto. Chissà quale senso di potere ha provato quel bastardo, cosciente di tenere la mia vita in pugno. Ma che soddisfazione può provare un uomo che, conoscendo la tua storia, ti manda via guardandoti negli occhi con lo sguardo cinico e indifferente di chi crede di aver già fatto la sua parte e non aver null’altro da offrirti? Quel colloquio era la mia ultima speranza. L’ultima chance di rimettere insieme i pezzi di un puzzle che non ha più capo né coda. Non posso più sfidare la magnanimità del padrone di casa, sono ormai sette mesi che non riceve un solo euro dalle mie mani, e Dio solo sa il motivo per il quale non abbia deciso di denunciarmi. E non posso più costringere la mia famiglia a una dieta forzata, fatta costantemente di privazioni e rinunce. Giada, povera donna. Come avrebbe potuto immaginare che il giorno in cui ha pronunciato la sua promessa di fedeltà in quella piccola cappella di Siena, in realtà stesse acconsentendo a farsi carico di una zavorra che ai suoi occhi aveva solo le sembianze dell’amore. Il giorno del nostro inizio è stato al tempo stesso quello della sua fine.

Estratto del racconto di prossima pubblicazione “Non andare via”

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11 pensieri riguardo “Non andare via

  1. Con questo secondo pezzo capisco cosa non mi convince in generale. Non so se si tratti di una mia percezione personale, ma il testo manca di impatto.
    Esempio, questa frase -L’unico sentimento che sento ancora palpitare nel petto è il disgusto-
    La cambierei così -il disgusto è l’unico sentimento galleggiante nel mio mare palpitante- (è un esempio eh)
    Inserire delle metafore, forse potrebbe aiutare, metafore impattanti, che alzino il livello di lettura…
    Ma ricordati che queste sono solo mie opinioni personali.
    Ovviamente dovrei leggerlo tutto per farmi un’idea completa…

    1. Il testo completo è presente sulla pagina della casa editrice che ha proposto il contest. Ci erano lasciati a disposizione appena 6000 caratteri e ammetto che è stato difficile riuscire a gestire un episodio complesso in un limite così ristretto. Ti ringrazio per gli appunti, ogni “critica” è per me un utile spunto di riflessione. 🙂

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