Tradurre, che passione!


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Nessuno tranne me potrebbe dire quanto fossi felice. Sembrava così naturale che fosse lui l’uomo che aveva capito la profondità del dolore di quella povera donna sconosciuta. Quanto avevo amato quel suo modo pacato di mettersi a nudo! Avevo capito, una volta per tutte, che non avrei dovuto avere paura di lui. Avrebbe capito che non potevo fare a meno di essere timida, che era solo la mia natura, e che se avessi detto qualcosa alla mia goffa maniera, il significato delle mie parole sarebbe stato sicuramente più comprensibile. Forse avrei dovuto provare a dirgli quanto i suoi libri fossero stati importanti per me.
Lanciai un’occhiata attraverso i fiori ancora una volta, e vidi che mi stava guardando! Riuscii a malapena a crederlo per un secondo, ma lo stava facendo. 
I suoi occhi – i suoi splendidi occhi – incontrarono i miei. Non riuscivo a spiegare perché fossero tanto meravigliosi. Penso fosse per la loro chiarezza, e perché scorgevo in loro una sorta di grande interesse. A volte le persone mi guardano con curiosità, non perché siano davvero interessati.

The White People – Frances Hodgson Burnett

Perché amo così tanto il mio lavoro? Perché ci sono passaggi, come questo poco sopra, che mi rapiscono. Fiumi di parole che sembrano descrivere parti di te, che nonostante siano stati concepiti da un’altra anima e un altro cuore, senti incredibilmente “tuoi”. La protagonista di questo romanzo breve di Frances Hodgson Burnett (autrice conosciuta per capolavori ben più noti quali “Il giardino segreto” e “Il piccolo Lord“) è una ragazzina timida, un po’ goffa e molto impacciata, che trova nella solitudine la sua più fedele compagna. Una ragazzina che, proprio come me, trova rifugio nella lettura e nei libri, grazie ai quali fugge, seppur per un tempo limitato, dal silenzio del suo immenso castello immerso in una landa desolata. Una ragazzina molto timida, che per timidezza non riesce mai ad esprimere se stessa, le proprie emozioni e l’immensità che si porta dentro. Un’anima ingenua, pura, incontaminata e fragile. Una protagonista che mi sta facendo innamorare di sé e della sua storia esattamente come accadde, diversi anni or sono, con il primo romanzo da me letto di questa autrice, “Il giardino segreto“, appunto. Un romanzo che mi ha iniziato alla lettura, di cui ho consumato le pagine a furia di rileggerlo, di cui ho cercato diverse edizioni (anche in lingua originale) e trasposizioni cinematografiche.

Alla Burnett riconosco il merito di avermi fatto scoprire un universo così immensamente splendido quale è quello della lettura. Con questa traduzione voglio omaggiare la sua scrittura e, al contempo, regalarmi un’emozione nuova, nella speranza che questo testo (finora mai tradotto in italiano), possa catturare tanti nuovi lettori.

E voi? Qual è il testo (o quali sono i testi) grazie al quale vi siete avvicinati alla lettura? Come sono evoluti i vostri gusti?

Sarei molto felice se voleste raccontarmelo.

Buona giornata e un abbraccio forte! ❤

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10 pensieri riguardo “Tradurre, che passione!

  1. È passato cosí tanto tempo che non riesco a ricordarmelo.
    Posso però dire che quando da bambino piccolo leggevo le avventure di Sandokan su vecchi libriccini dell’epoca dei miei genitori, non riuscivo a staccarmene.
    Però forse ero già stato coinvolto nella letteratura.

  2. Ho cominciato con Pavese ma era troppo presto, il neorealismo poi mi ha formato per visioni politiche. Ora dovrei rileggerli ma l’età tende più a voler essere accarezzati dalle parole. Quelle sono nei libri che se chiudi possono essere riaperti.

  3. Eh, Sandokan è stato uno dei primi, ma non il primo. Credo forse Rodari. Ma le parole mi hanno sempre affascinato in genere. Mi raccontavano che da piccolissima, ancora quasi non sapevo parlare, importunavo tutti i parenti chiedendo continuamente di dirmi cosa ci fosse scritto in qualunque cosa vedessi, cartelli stradali, manifesti, pubblicità… Poi sono passata alle storie, e il vizio delle parole comunque non l’ho più perso (né ho mai tentato di smettere) 🙂

  4. Il giardino segreto… letto per un compito a scuola ma che mi è entrato dentro. Ancora adesso quando vedo un muro oltre il quale si intravede della vegetazione mi perdo immaginando a cosa possa nascondersi dietro..

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