Come una rosa al vento


Un tempo scrivevo poesie.
Questa è una di quelle a cui sono più legata. Mi ricorda un periodo particolarmente difficile della mia vita, un periodo in cui la burrasca mi sembrava così forte da temere di non uscirvene mai più.
Rileggendo il testo a distanza di anni comprendo che non è assimilabile ad una poesia nel senso classico del termine. Non ne ha né la struttura né la potenza espressiva. Ma mi tocca, mi scuote, mi emoziona. Non per nostalgia, non per malinconia, non per sofferenza. Semplicemente perché vi assaporo la speranza, quella forza che ti tiene in vita e ti fa reagire anche quando non ne hai voglia, anche quando tutto ti sembra destinato a fallire, a morire, anche quando il vento ti sembra troppo forte.
rose_and_the_windAlba. Luce. Calore.
Lo sento scorrere in me, salire dalle radici nascoste sotto questa terra umida,
percorrere velocemente lo stelo
e raggiungere i petali ancora bagnati dall’umido lasciato dalla serena notte,
prima di scomparire al tocco di una candida aurora.
Pochi raggi superano quelle nuvole così spesse e cariche di pioggia,
ma la loro luce è abbastanza intensa da fissare la mia ombra sulla strada desolata.
D’improvviso un forte vento,
intento già a trascinare tante piccole foglie ingiallite, sconvolge anche me.
Mi colpisce con impeto e lo sento addosso: pungente, fastidioso, traditore.
Vuole sradicarmi, farmi cedere, perdere quell’equilibrio che credevo ormai saldo.
I petali sono alla sua mercé: li accarezza con brama di possesso.
Vorrebbe strapparmeli uno ad uno per farli vagare con sé, come fa con quelle foglie.
Ma perderà questa battaglia.
La sua forza non sarà niente in confronto al mio desiderio di rimanere ancorata alla linfa vitale
che ogni giorno questa terra mi fa assaporare.
Prova mille e mille volte a farmi volare via e alla fine si allontana,
sussurrandomi flebilmente che un giorno o l’altro le mie radici cederanno e lui sarà là, ad attendere per condurmi attraverso le vie dell’oblio e del tedio.
Sento la sua morsa abbandonarmi
e godo della freschezza di quelle leggere gocce di pioggia che mi bagnano con grazia,
donandomi un non sperato sollievo.
Immagino quanto i miei colori appaiano più brillanti
e mi perdo in quel lieve brusio,
lasciandomi cullare da pensieri vitali,
sperando che nessuno,
spinto da troppa avidità,
voglia raccogliermi
e confinarmi nel suo grigio mondo.

Annarita

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Un pensiero riguardo “Come una rosa al vento

  1. Mi ha lasciato perplesso la tua frase: “non è assimilabile ad una poesia nel senso classico del termine”… se è davvero così… allora io di poesia continuerò a non capirci nulla, e a considerare allegramente “i sensi classici del termine” delle gabbie.
    “Se questa non è poesia… allora quale?”

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