“Le anime bianche”, di F.H.Burnett finalmente online!


Buongiorno a tutti, cari amici.
Il mio regalo di Natale quest’anno è stato consegnato con qualche ora di anticipo. La prima traduzione italiana del romanzo di Frances Hodgson Burnett “The White People” da me curata è da oggi online in versione e-book, disponibile su tutti gli store. Ringrazio Annalisa Panesi della Panesi Edizioni per la fiducia che mi ha accordato e per la grande disponibilità dimostrata in tutto il processo pre-pubblicazione e la gentilissima Elisabetta Baldan – Digital Art per aver ascoltato con pazienza e attenzione ogni mia richiesta.

Potete scaricare il romanzo a soli 0.99 centesimi cliccando questo link (l’offerta sarà valida fino al 10 gennaio).

Ysobel è una ragazzina timida e minuta che non ha mai conosciuto i genitori e vive, assieme ai tutori Jean Braidfute e Angus Macayre, in un castello dall’aspetto austero immerso nella desolata brughiera scozzese. Fin dall’infanzia, la bambina mostra di essere dotata di un “dono” che la rende diversa da tutti gli altri bambini; ella ha il “potere di vedere oltre le cose” e di entrare in contatto con le anime dei defunti, ormai libere dalle sofferenze e dalle paure dell’esistenza. “Le anime bianche” (“The White People” nella versione originale) è un romanzo breve in cui la celebre autrice dei ben più conosciuti “Il piccolo Lord” (1886) e “Il giardino segreto” (1911) presenta, attraverso gli occhi della propria protagonista, le sue personali considerazioni circa ciò che attende l’uomo dopo la morte. A seguito della perdita del figlio, Frances Hodgson Burnett inizia infatti a interessarsi al tema, dando vita a un libro intenso, toccante, dallo stile antico e il sapore nostalgico.

LE ANIME BIANCHE
The White People è la storia di una giovane donna dotata di uno spirito singolare e di un intuito insolito, contenta della propria vita da semi-reclusa trascorsa prevalentemente nel castello nelle Highlands scozzesi, lontana dalle feste e dagli incontri mondani. Si tratta di un racconto carico di motivi gotici in cui emergono non soltanto il talento narrativo dell’autrice ma anche alcuni dettagli che rimandano al personale rapporto con il suo primogenito. L’opera è infatti dedicata al figlio Lionel, che morì di tubercolosi nel 1890, all’età di quindici anni. Una perdita dolorosa per la donna, la quale non si abituò mai al pensiero di aver perso la sua creatura in età così prematura.
La storia è ambientata in Scozia, dove si racconta vivessero individui dotati di uno strano potere di chiaroveggenza. Ysobel, durante il suo percorso di crescita, si era ritrovata continuamente a contatto con persone che disponevano di questo singolare potere, motivo per il quale non riesce a considerarlo strano o insolito, anche se non completamente cosciente di avere in sé questo potenziale. In particolar modo, due elementi contribuiscono a far sviluppare questa sua dote: il castello in cui è cresciuta e la brughiera che lo circonda. Un castello buio e corrucciato, che si ergeva su un promontorio roccioso che affacciava sulla marea dai toni purpurei della brughiera rampicante.
Ysobel non ha alcuna paura di passeggiare da sola nella pianura erbosa che circonda la dimora, e quando l’istinto la porta a credere che vi sia qui una forma di “vita”, la fanciulla si mostra subito pronta a coglierla e ad “ascoltarla”. Ella ha completa fiducia nella brughiera e sente con essa un senso di intima connessione. Ha infatti ereditato il dono dell’ascolto dalla madre, la quale, in punto di morte, aveva percepito lo spirito del marito deceduto poco prima di lei che la chiamava a sé. Fin da quando era ancora nel grembo materno, la piccola si è adattata e integrata nella brughiera. Conosce molto poco del mondo, ma non ha dubbi e accetta, senza opporsi, il “naturale corso delle cose”.
La particolare facoltà di Ysobel la porta a scorgere spiriti in forma umana, e la ragazza sa bene che si tratta di un dono di cui non tutti dispongono. Questi incontri si verificano non solo nella brughiera, ma anche in treno, nel suo castello o durante una festa in giardino. In realtà, la giovane non riesce a comprendere completamente il proprio potere. Il suo racconto non è ragionato, ma sa che nelle sue intuizioni e nelle sua parole c’è un fondo di verità. Sicuramente Ysobel rappresenta un personaggio in connessione con la morte: sebbene sia solo una ragazzina, non ne ha paura, perché non crede sia davvero reale. Sia i vivi che i morti sono creature ugualmente importanti ai suoi occhi, e anche con i secondi ella riesce ad entrare in relazione.
Ysobel ha dato un nome a queste creature eteree – le chiama “anime bianche” – e ha iniziato a riconoscerle fin dal primo giorno in cui ne ha incontrata una, uno spettro dalle sembianze di una bambina che si fermò a giocare con lei.
Sono presenze che non hanno mai abbandonato del tutto la propria vita terrena; creature bellissime, un po’ pallide e serene che non possono dimenticare le famiglie d’origine e cercano di donare conforto ai propri cari sopraffatti dal dolore. Ysobel crede che il mondo terreno e quello ultraterreno siano in realtà collegati, e questo le permette di condurre una vita dominata da un senso di pace, fiducia e calma. È una persona come tante, che ha avuto un’infanzia sfortunata ed è ora costretta a patire la solitudine, non avendo più accanto a sé i genitori, né fratelli o sorelle. Tuttavia, il suo destino è una condizione sufficiente a garantirle di comunicare con le “anime bianche”.
Non appaiono menti malvagie in questo racconto, solo uomini buoni, e il castello si configura quasi come una sorta di isola felice. Ysobel e tutte le persone che vivono nei dintorni sono miti e gentili. Non vi sono segni di violenza o scortesie; è come se spiritualmente fossero vicini alle presenze che solo la fanciulla vede e si sentissero parte di un tutto più ampio, di una grande natura – che alcuni identificano con Dio – che è a sua volta parte di loro. Ysobel insiste sull’immortalità dell’anima e dell’amore, confessando che solo la consapevolezza di questa semplice verità può aiutare l’uomo a vincere la paura che ha della morte.
Possiamo concludere affermando che Ysobel veste i panni della vera eroina di questo magistrale lavoro; un’eroina che, abbracciando il segreto della vita e accettando con serenità tutto ciò che si presenta sul suo cammino, si fa portatrice di messaggi carichi di equilibrio, speranza e buonsenso. Una ragazza che nonostante la giovane età, si mostra già matura abbastanza da ragionare su alcuni degli enigmi a cui gli uomini tentano di trovare una risposta da secoli, sufficientemente saggia da liberarsi dal carico di paure e debolezze che come tutti porta sulle spalle.

***

Nessuno eccetto me sarebbe in grado di descrivere quanto fossi felice. Sembrava così naturale che fosse lui l’uomo che aveva colto la profondità del dolore di una povera donna sconosciuta. Quanto avevo amato quel suo modo pacato di mettersi a nudo! Ad un tratto mi resi conto che non avrei dovuto avere paura di lui. Avrebbe capito che non potevo fare a meno di essere timida, che era solo la mia natura, e che se mi esprimevo in modo maldestro, le mie intenzioni erano sicuramente migliori delle mie parole. Forse avrei dovuto provare a dirgli quanto i suoi libri fossero stati importanti per me. Lanciai un’occhiata attraverso i fiori ancora una volta e vidi che mi stava guardando. Riuscii a malapena a crederlo per un secondo, ma lo stava facendo. I suoi occhi – i suoi splendidi occhi – incontrarono i miei. Non riesco a spiegare perché fossero tanto meravigliosi. Penso fosse per la loro chiarezza, e perché scorgevo in loro una sorta di grande interesse e comprensione. A volte le persone mi guardano spinte dalla curiosità, non perché siano veramente interessate.

Perché amo così tanto il mio lavoro di traduttrice? Perché ci sono passaggi, come questo sopra, che mi rapiscono, letteralmente. Fiumi di parole che sembrano descrivere aspetti della tua personalità, che nonostante siano stati concepiti da un’altra anima e un altro cuore, senti incredibilmente “tuoi”. La protagonista di questo romanzo breve di Frances Hodgson Burnett (autrice conosciuta per capolavori ben più noti quali “Il giardino segreto” e “Il piccolo Lord“) è una ragazzina introversa, un po’ goffa e molto impacciata, che trova nella solitudine la sua più fedele compagna. Una ragazzina che, proprio come me, trova rifugio nella lettura e nei libri, grazie ai quali fugge, seppur per un tempo limitato, dal silenzio del suo immenso castello immerso in una landa desolata. Una ragazzina molto riservata, che per timidezza non riesce mai ad esprimere se stessa, le proprie emozioni e l’immensità che si porta dentro. Un’anima ingenua, pura, incontaminata e fragile. Una protagonista che mi ha fatto innamorare di sé e della sua storia esattamente come accadde, diversi anni or sono, con il primo romanzo da me letto di questa autrice, “Il giardino segreto“, appunto. Il romanzo che mi ha iniziato alla lettura, di cui ho consumato le pagine a furia di rileggerlo, di cui ho cercato diverse edizioni (anche in lingua originale) e trasposizioni cinematografiche.
Alla Burnett riconosco il merito di avermi fatto scoprire un universo così immensamente splendido quale è quello della lettura. Con questa traduzione voglio omaggiare la sua scrittura e, al contempo, regalare a me e a chi deciderà di leggerlo un’emozione nuova. Offro ai lettori la traduzione di un romanzo che, seppur breve, si mostra carico di verità e saggezza, con la speranza che questo testo – finora mai apparso in lingua italiana – possa incantare e deliziare tante altre anime e concorrere alla riscoperta di un’autrice incredibilmente talentuosa, i cui testi sono destinati a rimanere senza tempo.

Annunci

7 thoughts on ““Le anime bianche”, di F.H.Burnett finalmente online!

    1. Grazie di cuore, steph! Sto traducendo un altro racconto breve della Burnett, anch’esso mai apparso in lingua italiana. E’ un’autrice che mi piace tantissimo, e sto riscoprendo i suoi piccoli grandi capolavori in lingua originale per poi riproporli in italiano. Quella per la traduzione è una passione per me e sono contentissima di interagire con chi apprezza questa scrittrice quanto me. Fammi sapere cosa ne pensi una volta ultimata la lettura! Buona giornata e buon anno! 😀

  1. Complimenti per il tuo lavoro, sei stata molto brava e sono felice di sapere che sei subito all’opera per tradurre altro. Intanto da me ho fatto un breve post, spero ti faccia piacere.
    Ancora brava e continua così 🙂
    Ti auguro una splendida giornata ^_^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...