Professione traduttrice: quando una passione diventa un lavoro


Buongiorno a tutti. 🙂
Oggi vorrei condividere con voi una delle interviste più belle che mi siano state fatte fino a questo momento. Un’intervista che mi ha lusingata, molto curata e dettagliata, ospitata sul portale Punto di domanda gestito da Giulia Di Re , editor, creatrice di ebook, copywriter e webwriter.
Domande precise e aperte, che mi hanno permesso di raccontare qualcosa di me e di ciò che amo fare nella vita. 🙂
Ve ne riporto uno stralcio.
Spero apprezzerete.

Ciao Annarita, ti ringrazio molto per essere qui. Partiamo da una domanda semplice. Chi è Annarita Tranfici?
Ciao, Giulia! Innanzitutto, grazie per avermi invitata in questo tuo delizioso salottino virtuale. È un onore e un piacere per me essere qui a parlare di ciò che più amo fare nella vita: “interagire con i libri”. Che si parli di lettura, traduzione o scrittura, che si armeggi con Kindle ed e-book o con la cara vecchia carta e la sua fedele penna a sfera, io sono (o almeno cerco di essere) sempre in prima linea. 🙂
Chi è Annarita Tranfici? Domanda tutt’altro che semplice, anche per chi ha fatto delle parole il proprio pane quotidiano. Annarita è una ragazza molto curiosa, affamata di cultura, concreta e (lo dico senza alcuna presunzione) molto intraprendente.
Amo e credo nella forza delle parole, ma mi pongo come obiettivo personale e filosofia di vita l’applicazione pratica e tangibile di ogni buon proposito. Nella vita reale sono una persona introversa e talvolta troppo taciturna (timidezza che le interazioni virtuali mi permettono di vincere), ma non è solo per carattere che mi ritrovo a parlar poco. Alla conversazione prediligo l’ascolto, ai commenti sterili antepongo le azioni concrete, anche se piccole e all’apparenza degne di minore considerazione. Conosco i miei limiti e cerco, ogni giorno un po’ di più, di migliorare me stessa e ciò che faccio, puntando all’eccellenza dopo aver capito (grazie alle delusioni e alle frustrazioni accumulate negli anni) che la perfezione non è di questo mondo e che vano sarà ogni sforzo di raggiungerla.
Mi piacciono le cose ben fatte, che trasudano impegno e passione, competenza e trasporto, applicazione e concentrazione, originalità e studio. Ho la testa proiettata al futuro e ai miei mille (spesso troppo ambiziosi) obiettivi e progetti, ma sto imparando a prendermi, ogni tanto, meritati periodi di riposo e di stasi, tempo in cui mi siedo, osservo tutto ciò che ho seminato e raccolto e mi godo le mie piccole grandi soddisfazioni.
Sono una ragazza acqua e sapone, senza grilli per la testa, che forse a volte pretende un po’ troppo da se stessa e che, più che il confronto con gli altri, teme quello con il suo sempre desto e spesso eccessivamente critico giudice interiore. Credo nei valori dell’onestà – morale e intellettuale -, del sacrificio, della collaborazione, dell’integrità dei propri sogni e della bellezza (a volte ben nascosta ma sempre presente) della vita e di tutto ciò che la rende degna di nota. Amo il cinema d’autore, i gelati artigianali (nonostante odi il freddo, ne mangerei anche a gennaio inoltrato), passeggiare per Napoli (mia città natale) e Londra (la mia nuova casa), deliziarmi (e deliziare) in cucina e scrivere. La scrittura è sicuramente la forma d’arte più vicina al mio modo di essere, con cui esprimo appieno me stessa e la mia creatività.
Credo di essermi dilungata abbastanza (finisce sempre così, non ho il dono della sintesi, purtroppo!)

Passiamo al tuo lavoro. Dove nasce la passione per la traduzione e qual è stato il percorso per farla diventare una professione?
La mia passione per la traduzione non si è sviluppata recentemente. Negli ultimi due anni ho portato avanti studi e approfondimenti specifici per lavorare nel settore della traduzione letteraria, frequentando corsi di specializzazione e seminari legati al settore. Tuttavia, la traduzione è “un’arte” che ho abbracciato molti anni fa, poco prima dell’inizio della mia carriera universitaria, quando a volte nel tempo libero mi divertivo a tradurre testi di canzoni, brevi racconti, lettere o pagine di diario. Le lingue straniere mi hanno sempre affascinato; è stata la mia insegnante di inglese delle scuole elementari a farmene innamorare e da allora, anno dopo anno, di fronte a me si è palesata sempre più chiaramente la strada che “ero destinata” a intraprendere. Una strada irta di difficoltà, che richiede un impegno e una dedizione costanti, ma che non manca di regalare impareggiabili soddisfazioni.

[Potete leggere l’intervista completa cliccando questo link]

Grazie a chi lo farà!

Vi auguro una splendida giornata!

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2 thoughts on “Professione traduttrice: quando una passione diventa un lavoro

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