Auguri, donne.

In questo giorno che ha il profumo di mimose e rose e il dolce gusto del cioccolato, animato da baci, sorrisi, carezze e pensieri gentili, che ognuno festeggi nel modo che sente più vicino alla propria personalità, alle proprie intenzioni e ai propri valori.

Che sia con una marcia, con il silenzio, con una protesta o con un gesto ribelle, che per un giorno i nostri cuori di donne possano sentirsi parte di un unico universo, che non conosce distanze, limiti e confini, di modo che in un futuro non troppo remoto, non vi sia più nessuna donna umiliata, ferita o abbandonata a se stessa. Continue reading “Auguri, donne.”

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Una foto, un pensiero #1

È una splendida giornata di sole qui a Londra (una delle pochissime terse e luminose degli ultimi tempi) e nonostante l’aria sia gelida, tutta questa luce non può che riportarmi col pensiero a casa mia, a Napoli, dove leggo che la primavera sta inondando, con il suo dolce tepore, vicoli e vicoletti.

Questo sole poco timido sembra voler dissipare i tristi pensieri di ieri (a proposito, grazie di cuore a chi si è fermato a scrivermi poche righe, a chi mi ha lasciato un abbraccio, a chi mi ha fatto sentire meno sola e incompresa. Siete stati dolcissimi, vi ringrazio davvero tanto!) e dentro di me, una nuova e tenera vocina sembra dirmi:
Bellezza, perché non prendi il quadernone rosa che non apri da una settimana e provi a continuare quella storia a cui tieni tanto ma che hai paura possa non spiccare il volo?

Perché la vocina interiore lo sa. Sa che il mio problema è sempre quello: temere di perdere la bussola nella confusione dei miei pensieri, di non riuscire a dare spessore né alla storia né ai personaggi che vorrei presentare, di scadere nella banalità o al contrario di risultare pedante e pesante, di non riuscire a veicolare il messaggio che voglio che arrivi dritto al cuore di chi legge. Continue reading “Una foto, un pensiero #1”

Strenne d’inchiostro

Caro lettore,

finalmente riesco ad approfittare di un fugace momento di pausa per scriverti questa breve lettera. Manca davvero poco al Natale e tra controllo qualità dei doni, cura delle renne e manutenzione della slitta, le giornate qui al Polo Nord “volano”, è proprio il caso di dirlo.

Sì, immagino cosa starai pensando in questo momento: in genere sei tu quello che scrive lettere traboccanti di richieste, ma quest’anno ho deciso di fare un’eccezione e chiedere io un piccolo regalo a te.

Sì, anche adesso so a cosa stai pensando. Non fraintendere, non ho alcun dono particolare (a parte quello di permettere a una slitta e a sei renne di volare durante la notte di Natale e fare il giro del mondo, sia chiaro) e non riesco a leggerti nel pensiero. Tuttavia, sono certo che ti starai chiedendo cosa mai avresti tu da offrire a me, Babbo Natale, l’unica persona nell’immaginario collettivo in grado di soddisfare qualsiasi richiesta, anche la più bizzarra.

Ebbene, caro amico, il mio desiderio è molto semplice e non sarà necessaria alcuna grande abilità per realizzarlo: voglio che ti prenda del tempo. Hai capito bene, semplicemente un po’ di tempo. Vedi, voi persone comuni mi date sempre l’impressione di credere che avrete tantissime possibilità nel futuro di realizzare ogni vostro intento. È come se per voi il tempo non avesse scadenza, come se viveste nell’illusione di non incontrare mai alcun ostacolo né intoppo. Niente si porrà tra voi e l’obiettivo di turno, se non la vostra volontà. È per questo motivo che rimandate sempre l’inizio di una dieta, l’iscrizione in palestra, il viaggio in quella località esotica che sognate osservando il calendario sulla scrivania o la telefonata a quell’amico di infanzia che non vedete da anni. Le vostre giornate sono tutte un susseguirsi di “Domani lo chiamerò”, “Lunedì inizio la dieta”, “Il mese prossimo mi iscrivo in palestra”, “Appena ho un po’ di soldi organizzo un bel viaggetto”. Potrei proporvi una lista infinita, in cui tutte le entrate sono contraddistinte da una sola costante: la procrastinazione. Continue reading “Strenne d’inchiostro”