Un racconto bellissimo, scritto con maestria e grande sensibilità

Buon pomeriggio a tutti e ben ritrovati.
Oggi mi piacerebbe parlarvi di un racconto brevissimo ma intenso, che potrete leggere in pochi minuti ma che vi resterà nel cuore per molto di più. Sto parlando di “25 marzo 1911“, racconto scritto da Esther Pellegrini in occasione delle celebrazioni dell’8 marzo.
È trascorso più di un mese da quella ricorrenza, e avrei voluto davvero parlarvi prima di questo scritto (che ho letto in anteprima in quanto ho curato l’impaginazione e la pubblicazione in e-book), ma purtroppo, per tempi puramente tecnici, non mi è stato possibile.
Ciononostante, vi invito caldamente a scaricarlo, quando possibile (è gratuito) e a goderne.

Ebbene, ho letto questo racconto tutto d’un fiato, trascinata dalle descrizioni curate ed efficaci e dalla bravura di questa autrice di cui ho già apprezzato altri lodevoli scritti (tra cui la raccolta “Profumo d’America e altri racconti” la cui recensione potete leggere a questo link). Un evento, quello dell’incendio della fabbrica Triangle avvenuto il 25 marzo 1911, di cui molti avranno sentito parlare, specialmente durante la ricorrenza annuale dedicata alle donne. Continua a leggere “Un racconto bellissimo, scritto con maestria e grande sensibilità”

“Sii come me, e diversa da me”

Buongiorno a tutti. Come state?
Spero abbiate trascorso una piacevole settimana e vi stiate preparando a un week-end altrettanto piacevole. Io sono in attesa della mia nipotina di quattro anni che al momento è in viaggio con il suo papà, la sua mamma e il suo fratellino in grembo. Trascorreranno con me e il mio compagno cinque giorni e non vedo l’ora di riabbracciarli e portarli in giro per la città. ❤ Voi, invece, che programmi avete?

Con mia grande sorpresa e contentezza, oggi la casa editrice con cui collaboro da un po’ anche in veste di traduttrice, ha attivato un’offerta di cui spero vorrete approfittare. La raccolta “Primavera di racconti” pubblicata dalla Panesi Edizioni circa un anno fa e in cui è presente anche un mio scritto, oggi è totalmente gratuita su tutti gli store online.
Nel mio racconto “Sii come me e diversa da me“, affronto un tema molto delicato, quello dell’anoressia, attraverso gli occhi dell’adolescente che ne soffre e del padre che, dopo esserne venuto a conoscenza, le offre tutto il supporto e l’amore necessari per vincere questa terribile bestia.
Un racconto che chi lo ha letto ha definito “toccante e pieno di speranza” e che spero avrete voglia di leggere anche voi, condividendo le vostre impressioni e i vostri pensieri.
Un grazie di cuore a chi la scaricherà. ❤ Di seguito trovate l’incipit. Continua a leggere ““Sii come me, e diversa da me””

Ogni festa sarà la “festa del ritorno”

Pasqua è vicina, mancano pochi giorni ormai. Mia madre stamattina mi ha inviato un messaggio pieno di faccine sorridenti e contente perché, essendo insegnante, si potrà godere qualche giorno di riposo con la sua famiglia.
Per quasi ogni famiglia del Sud, la Santa Pasqua (come il Natale, il Capodanno, il Carnevale, la festa della mamma, del papà, dei nonni e dei gatti, ogni tipo di festività, insomma! :P) è un momento per stare insieme. Un momento per “fermare il mondo” e mettersi a tavola uno accanto all’altro. Non solo per mangiare, quanto soprattutto per guardarsi negli occhi, parlare, entrare un po’ nella vita di chi si ha intorno. Un momento per condividere.
Ebbene, conscia di questo e nostalgica verso questa forma di condivisione che credo sia la più autentica, sana e importante da perseguire, non potevo non rimanere toccata da simili parole… Continua a leggere “Ogni festa sarà la “festa del ritorno””

Ogni essere umano è una piccola pensione…

Mi sono imbattuta per caso nella poesia “The Guest House” dell’artista afgano Mewlana Jalaluddin Rumi. Una poesia che mi ha colpita e ho deciso di tradurre per farla leggere anche a voi.
Penso che il fine sia quello di aiutarci a riflettere su quanto sia utile e necessario accogliere ogni tipo di emozione che venga a bussare alla porta del nostro cuore. Non solo le gioie e la spensieratezza, ma anche i pensieri più oscuri, il senso di vergogna e di impotenza, la fragilità e la limitatezza.
Ognuno di noi è un piccolo “albergo”, una pensione che accoglie ospiti diversi, tutti ugualmente fondamentali per la propria evoluzione e il proprio processo di crescita. Continua a leggere “Ogni essere umano è una piccola pensione…”

“I tre desideri”, un racconto sconosciuto di Gaston Leroux

Buongiorno a tutti e buon sabato mattina.

Come state? Spero meglio di me, che vi scrivo dal caldo del mio letto, vittima purtroppo di una brutta influenza che non mi lascia in pace da una settimana.
Ho un sacco di cose da raccontarvi, e oggi dedicherò la giornata (per quanto potrò) a stilare i post delle prossime settimane. Vorrei parlarvi della Festa di San Patrizio e della parata a cui ho assistito la settimana scorsa qui a Londra, del concerto di Ludovico Einaudi al teatro Apollo, dei miei primi due anni in terra anglosassone e di un book-club italo-londinese a cui sto cercando di dare vita grazie alla collaborazione di altri appassionati di letteratura come me. 🙂
Insomma, ci saranno un bel po’ di cose da leggere prossimamente. Spero avrete voglia e modo di seguirmi. 🙂
Oggi però voglio parlarvi di un altro piccolo lavoro (sì, lo so, nell’ultimo periodo vi sto proponendo davvero tante cose, ma sto lavorando molto e tanti progetti si stanno susseguendo a distanza molto ravvicinata. Perdonatemi! 🙂 ).

Credo che tutti voi conosceranno (o ne avranno sentito parlare almeno una volta nella vita) del romanzo Il fantasma dell’Opera, l’opera maggiormente conosciuta dello scrittore francese Gaston Leroux, che ha appassionato pubblico e critica e che ha conosciuto nel tempo diverse rappresentazioni teatrali e cinematografiche.
Bene. Forse pochi di voi sapranno, però, che l’autore francese si è cimentato anche in qualche racconto breve, ed è proprio un racconto breve, il cui titolo è “I tre desideri (finora mai tradotto in lingua italiana) di cui oggi voglio parlarvi.
Si tratta probabilmente di una delle prime novelle composte da Leroux, che vi lavorò intorno al 1902. Questa breve opera (proprio come “Le porte della morte” di Arthur B. Waltermire) è un’opera che ho deciso di regalare a tutti gli appassionati di classici come me e che rientra in un mio personale progetto di riscoperta di classici di autori famosi e meno conosciuti. Un’opera di pochissime pagine, che potrete leggere in pochi minuti, mentre attendete il bus o che il caffè nella Moka sia pronto. 🙂

Il racconto si apre in media-res e il lettore viene immediatamente catapultato sulla scena d’apertura. Un personaggio misterioso bussa a un portone; il proprietario di casa lo spalanca e si ritrova di fronte uno sconosciuto incappucciato, con indosso un saio e sandali di cuoio ai piedi. Di primo acchito non riesce a capire né a immaginare chi egli possa essere, ma gli è sufficiente un rapido sguardo per comprendere che si tratta proprio di quell’amico che non vedeva da otto, lunghissimi, anni. L’uomo, infatti, fa fatica a riconoscerlo poiché, a guardarlo bene, quasi non sembra la stessa persona.

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Una vita stravolta la sua, un percorso interrotto per abbracciare un nuovo cammino spirituale. Una strada in salita, fatta di speranza, carità e povertà, come prevede l’ordine francescano per tutti coloro che scelgono di dedicare la vita alla preghiera e al prossimo. Un medico rinomato e conosciuto che si spoglia del camice bianco per indossare il sacro e umile abito dei frati, con tutti i cambiamenti e le privazioni che questa scelta comporta. Privazioni il cui peso egli assicura di non sentire più, perché la grazia regalata dalla Fede e la ricchezza ottenuta rinunciando ai beni materiali, alle belle donne e a ogni tipo di vizio o tentazione, gli hanno fatto assaporare una nuova felicità; una gioia che nessun legame affettivo, nessuna soddisfazione lavorativa o alcuna somma di denaro possono equiparare.

Il brevissimo racconto si dirama, nonostante la scarsità delle pagine, in confronti, domande e riflessioni interessanti. L’uomo osserva il suo ospite e ricorda i tempi passati, quando ancora conduceva un’esistenza agiata ed era stimato da tutti, quando non passeggiava per le strade avvolto da stracci leggeri e con i piedi fasciati da umili scarpe di cuoio. Egli cerca di capire quali possano essere state le cause che hanno spinto il compagno a desiderare una svolta tanto radicale, e nel corso della narrazione si ritrova, inaspettatamente, a desiderare di essere travolto da un cambiamento simile. Le parole dell’amico compiono una specie di magia silenziosa nella mente del protagonista, un incantesimo che sembra rispondere a tutto ciò che augura a se stesso conversando con quell’uomo dall’aspetto tranquillo e appagato, che pare aver trovato pace e serenità.

Ma le sensazioni di serenità e appagamento a cui l’ex medico allude, sono da considerarsi autentiche? Questo stile di vita contraddistinto dalla più pura umiltà, dalla rinuncia, dalla fame e dal sacrificio, è davvero ciò che il vecchio amico augurerebbe a se stesso? È questa la domanda che attanaglia il lettore fino all’ultima riga del racconto. Una storia che si chiude nei toni dell’ironia e dell’incertezza, in cui l’autore sembra voler riferire un messaggio preciso, senza però commentarlo apertamente. Poche parole per affermare, senza giri di parole, che forse a quell’esistenza “idilliaca”, fatta di semplicità e purezza, manca qualcosa. Qualcosa di altrettanto semplice, come un sorriso.

A voi, lettori, la conclusione.

Il racconto è disponibile per il download gratuito su Amazon, Book Republic e tutti gli store online. Grazie a chi lo scaricherà e leggerà. Fatemi sapere, se vi va, le vostre impressioni.

Buona giornata e a prestissimo!

Annarita