Una foto, un pensiero #1

È una splendida giornata di sole qui a Londra (una delle pochissime terse e luminose degli ultimi tempi) e nonostante l’aria sia gelida, tutta questa luce non può che riportarmi col pensiero a casa mia, a Napoli, dove leggo che la primavera sta inondando, con il suo dolce tepore, vicoli e vicoletti.

Questo sole poco timido sembra voler dissipare i tristi pensieri di ieri (a proposito, grazie di cuore a chi si è fermato a scrivermi poche righe, a chi mi ha lasciato un abbraccio, a chi mi ha fatto sentire meno sola e incompresa. Siete stati dolcissimi, vi ringrazio davvero tanto!) e dentro di me, una nuova e tenera vocina sembra dirmi:
Bellezza, perché non prendi il quadernone rosa che non apri da una settimana e provi a continuare quella storia a cui tieni tanto ma che hai paura possa non spiccare il volo?

Perché la vocina interiore lo sa. Sa che il mio problema è sempre quello: temere di perdere la bussola nella confusione dei miei pensieri, di non riuscire a dare spessore né alla storia né ai personaggi che vorrei presentare, di scadere nella banalità o al contrario di risultare pedante e pesante, di non riuscire a veicolare il messaggio che voglio che arrivi dritto al cuore di chi legge. Continua a leggere “Una foto, un pensiero #1”

“Nella vita di molti e nel cuore di nessuno”

Alla soglia dei trent’anni, nonostante in amicizia ne abbia viste di cotte e di crude, gli atteggiamenti delle persone a cui mi sono affezionata finiscono per ferirmi come fosse la prima volta.
L’amicizia è sempre stato il sentimento verso il quale ho nutrito forti speranze e in cui ho riposto incondizionata fiducia, ma credo che attualmente per me, quello che si era a poco a poco trasformato in un fioco bagliore, oggi si sia completamente spento.

Sono due anni che mi sono trasferita a Londra, una città che ha assorbito nella sua frenesia e iperattività, non solo le mie energie ma anche l’idea di poter ricreare gli stessi piccoli “nidi” che avevo nella mia città.
Sono sempre stata una ragazza interessata a fare nuove conoscenze, riservandosi la possibilità di coltivare solo quelle che riteneva interessanti. Persone con cui sentivo di avere qualche punto di contatto, qualche interesse da condividere, in cui immaginavo avrei potuto trovare un orecchio felice di ascoltarmi e che avrei accolto con piacere nel mio mondo.
Il periodo universitario (essendo stato il mio percorso lungo e in alcuni frangenti molto travagliato) mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con centinaia di volti, pochissime anime e tre quattro sorrisi. Ho incrociato il cammino e percorso un pezzo di strada con diversi lupi travestiti da agnelli, predatori di cui non avevo riconosciuto gli artigli, i cui morsi al momento della rivelazione hanno fatto sanguinare cicatrici ancora aperte, che con quell’affetto mi illudevo di poter far rimarginare. Continua a leggere ““Nella vita di molti e nel cuore di nessuno””

Il teatro: il luogo dove ogni magia può accadere

Difficile pensare sia trascorsa già una settimana. Difficile realizzare che siano già passati sette lunghi giorni da quell’esperienza. Un’esperienza di cui ora comprendi appieno lo spessore – emotivo e culturale – quell’unicità di genere che le permetterà di avere sempre uno spazio speciale nel tuo cuore.

Martedì scorso ho assistito per la prima volta a uno dei tanti musical che, in numerosi teatri e in ogni periodo dell’anno, invadono letteralmente la città di Londra. Musical sponsorizzati da locandine colorate e ipnotizzanti, che non puoi fare a meno di notare mentre le scale mobili in metropolitana ti trasportano sottoterra o verso la superficie, o anche su qualche tabellone pubblicitario nelle vie dello shopping e della movida.

Nonostante siano trascorsi ormai quasi due anni da quando ho preso la valigia e mi sono trasferita a Londra in pianta stabile, non avevo avuto ancora modo di poter vivere una di quelle esperienza che ora sono certa di dover annoverare tra quelle più belle e coinvolgenti della mia vita. Continua a leggere “Il teatro: il luogo dove ogni magia può accadere”

Chi ha un’arte, ha una fortuna

Qualche sera fa, mentre ero in attesa di un’amica alla stazione di King’s Cross, la mia attenzione è stata catturata da un piccolo giardino colorato accanto all’ingresso dello store dedicato al mondo di Harry Potter e dei personaggi frutto della fantasia di quel genio letterario che è l’autrice britannica J.K.Rowling.

Mentre un piccolo gruppo di turisti e curiosi continuava ad attendere silenzioso il proprio turno per scattare una fotografia al celebre “ingresso nascosto” alla stazione del treno per la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, un gruppo di persone, altrettanto ristretto e altrettanto silenzioso, si avvicinava con rispetto al colorato perimetro fiorito colmo di piante e biglietti lasciati dai sostenitori di uno degli attori inglesi più talentuosi degli ultimi tempi: Alan Rickman, portato via dal cancro appena quindici giorni fa.

Nonostante mi trovassi in una stazione invasa ogni ora da centinaia e centinaia di persone che attendono il treno, leggono un giornale, sgranocchiano qualcosa o corrono contro il tempo, quell’angolino riservato e un po’ nascosto custodiva una pace e un silenzio quasi ossequiosi.
Sui fiori, piccoli e ancora freschi, spuntavano qua e là i saluti commossi di chi si era appassionato alle interpretazioni di quel grande artista, i disegni degli appassionati della saga che lo raffiguravano nelle vesti scure ma terribilmente umane dell’enigmatico professore di pozioni dell’istituto riservato a maghi e fattucchiere, la commozione di chi non poteva esimersi da porgergli un ultimo, semplice, saluto.
Un saluto che non vale soltanto come attestato di stima. Un saluto che, forse, è più un ringraziamento che un semplice elogio.
Perché in fondo, il merito dell’arte, qualsiasi sia la forma in cui venga espressa, è solo uno: rendere la vita migliore, ingentilirne la brutalità, levigarne le meschinità, avvolgerla con un velo di bellezza.
Come un artista che sporca le dita e la tela con i colori delle emozioni, o uno scrittore che soffia nella penna la vita che gli si infila negli occhi e nelle orecchie e la rigetta plasmata sulla carta, allo stesso modo un attore – quel magico attore – ha saputo creare, con la propria arte e le proprie interpretazioni, qualcosa di tanto puro e tanto magnetico da mettere radici nel cuore di tanta gente. Gente che, con la sua dipartita, ha visto il mondo svuotarsi di un po’ di meraviglia.

Arte significa: dentro a ogni cosa mostrare Dio. – Hermann Hesse

Chissà che emozione prova chi riesce a farsi spazio nel cuore della gente.
Chissà se ci si renda conto, alla fine, di tutto il bene che si è fatto, mostrando soltanto un po’ di sé e della propria passione.

Credo che ogni artista, indipendentemente da quanto sia conosciuto, apprezzato, osannato o imitato, debba prendere coscienza del “peso” che porta sulle spalle; quel peso emotivo che dovrebbe spingerlo, ogni volta che stringe tra le mani una penna, un pennello, un pezzo d’argilla, uno strumento musicale, un copione o una macchina fotografica, a ricordare uno dei motivi per cui lo fa: donare un po’ della sua grazia a un mondo che, forse mai come prima d’ora, ne ha un urgente e vitale bisogno.

Forse è per questo che certi artisti ci restano nel cuore. Conoscete tante persone che, in una maniera del tutto spontanea e disinteressata, riescano a rendere le vostre giornate un po’ migliori, facendo semplicemente quello per cui sono nati?

Arte senza cuore. Primavera senza sole. – Libero Bovio

Creatività

Credo che nulla meglio di questa immagine possa descrivere la mia concezione di “creatività”. La maggior parte delle idee che sviluppo quando mi dedico alla composizione di racconti e testi brevi, proviene infatti da frammenti visivi, olfattivi o uditivi che il mio cervello coglie nei momenti più vari e disparati, con o senza piena consapevolezza.
La realtà che osservo, le conversazioni che intrattengo con amici e sconosciuti, le scene dei film che guardo o i testi delle canzoni che ascolto. Tutto va a sedimentarsi in un anfratto misterioso della mia coscienza, per poi risollevarsi quando meno me l’aspetto, probabilmente perché (almeno mi piace pensarlo), è arrivato il tempo in cui cogliere quell’idea che la vita aveva seminato dentro di me, nell’attesa che giungesse il momento propizio a raccogliere i fiori germogliati.
Credo che ci sia un bacino infinito di storie ed emozioni da cui attingere. Storie che ognuno di noi deve accogliere, preservare e raccontare nella maniera e con i mezzi che gli sono più congeniali. Io ho scelto la scrittura, un’arte che mi permette di provare un’appagante sensazione di libertà e di apprezzare la complessità del “mistero della creazione” che sento scorrere nelle dita quando battono sulla tastiera o impugnano una penna biro.
Sono madre di un testo che curo con profonda dedizione e con immenso amore, come fosse un figlio.

E per voi, invece, cos’è la creatività?
Da cosa scaturisce il vostro processo creativo?
Quali sono le idee sulle quali preferite soffermare la vostra attenzione? Da cosa vi sentite ispirati?
Sarebbe bello parlarne.
Se vi va, mi trovate qui. 🙂