Umiltà, questa sconosciuta…

In un breve momento di pausa, con lo sguardo diviso tra la finestra schizzata dalla pioggia e una tazzina di caffè fumante, butto giù qualche pensiero su cui mi ritrovo a riflettere da un po’.
Sono passati ormai quasi due mesi da quando ho terminato la prima stesura del mio primo romanzo. Settimane in cui si sono accumulati, sostituiti e susseguiti i più svariati propositi. Mentre dondolavo sull’altalena delle mie emozioni – costantemente divisa tra un “Ce la posso fare” e un “Voglio cestinare tutto e smettere di scrivere per sempre“, ho osservato scorrere sulla Home del mio profilo svariate pubblicazioni di conoscenti e colleghi, partecipato a discussioni e letto articoli inerenti il mondo dell’editoria. Attività che, a un certo punto, hanno sortito in me uno strano, negativo, effetto: ho, infatti, avvertito pian piano salire dallo stomaco un forte senso di nausea, sempre più fastidioso. Nausea verso un settore che speravo diverso, che speravo migliore e che, in sostanza, mi sta mostrando tutto il suo marciume.

Mettendo da parte il lato più puramente “professionale” della cosa (la piaga degli editori a pagamento e la sensazione di mediocrità e pressapochismo che aleggia ormai da qualche anno, tanto per citare qualche esempio), la delusione da cui mi sento maggiormente toccata è quella che fa riferimento al lato più umano degli “scrittori”; quel lato che forse, più di tutti, dovrebbe e potrebbe incuriosire e ispirare un lettore ad avvicinarsi al mondo di cui sono gli unici creatori. Continua a leggere “Umiltà, questa sconosciuta…”

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“To leave or not to leave”, this is the question…

Qui ci si prepara alla lunga notte in attesa dei risultati di un referendum che definirei epocale. E lo si fa impastando una pizza.
“To leave or not to leave?”, questo il dubbio amletico che ha attanagliato nelle ultime settimane la popolazione britannica, mentre noi italiani, assieme alle altre numerose popolazioni europee immigrate in UK, facevamo di tutto per non pensare alla minaccia soprannominata ‪#‎Brexit‬ che stava avanzando. Continua a leggere ““To leave or not to leave”, this is the question…”

Ogni fine è un nuovo inizio

Ogni fine non è altro che un nuovo inizio. Quante volte lo abbiamo letto, pensato e sperimentato sulla nostra pelle?
Era la frase che ci ripetevamo alla fine di quella storia d’amore in cui avevamo tanto investito, di quell’amicizia che credevamo sarebbe durata per una vita intera, di quel rapporto lavorativo grazie al quale ci eravamo illusi di aver trovato finalmente la nostra dimensione professionale.
La vita ci spinge ogni giorno a chiudere alcune porte e ad aprirne di nuove. Tutto cambia così velocemente, così repentinamente, che spesso siamo già così proiettati verso un nuovo obiettivo, un nuovo rapporto o semplicemente una nuova possibilità che dimentichiamo di fermarci un attimo, fare un bel respiro e rivedere a debita distanza tutto ciò che abbiamo costruito. Con meno trasporto, con maggiore obiettività, ma con lo stesso interesse. Continua a leggere “Ogni fine è un nuovo inizio”

‪#‎ioleggoitalianoperché

Stamane al risveglio mi sono trovata nominata in un tag che dimostra come la collaborazione tra autori possa essere possibile e trascendere invidie, ripicche e dispetti (non sempre, ma mi piace avere una visione positiva della cosa, sebbene in molti frangenti si riveli poi utopistica).
A mia volta, voglio partecipare alla catena social ‪#‎ioleggoitalianoperché‬ nominando alcuni degli autori italiani che, con le proprie storie, le proprie emozioni e la propria personalissima penna, mi hanno accompagnata negli ultimi mesi. Continua a leggere “‪#‎ioleggoitalianoperché”

“Nella stanza misteriosa”, di Frances Hodgson Burnett

Nella stanza misteriosa” è il titolo italiano che ho ritenuto opportuno conferire al racconto breve dell’autrice anglosassone Frances Hodgson Burnett “In the closed room“. Il libro è incentrato sull’avventura di una ragazzina, Judith, all’interno di una villa abbandonata in cui si trasferisce con i genitori durante il periodo estivo. Judith è una bambina molto particolare: introversa, dalla personalità schiva e taciturna, è al contempo dotata di grande sensibilità e bontà d’animo. Nel corso della narrazione, Judith entrerà in contatto con una bambina che ha all’incirca la sua età, il cui nome rimane ignoto, la cui presenza in quella casa è avvolta nel totale mistero. Continua a leggere ““Nella stanza misteriosa”, di Frances Hodgson Burnett”