Scrivere, per Neil Gaiman, è un imperativo

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Devi scrivere quando non ti senti ispirato. E devi scrivere le scene che non ti ispirano. E la cosa strana è che tra sei mesi, tra un anno, rileggerai quel che hai scritto e non ricorderai quali scene hai scritto quando ti sentivi ispirato e quali hai scritto solo perché dovevano essere gettate su carta. Il processo della scrittura può essere magico… Per la maggior parte, si tratta semplicemente di mettere una parola dietro l’altra. – Neil Gaiman

Sono d’accordo con la prima parte della citazione. Si dovrebbe (anche se ammetto di non esserne sempre capace) scrivere anche quando non se ne ha troppa voglia, anche quando non si sente il brivido magico dell’ispirazione scorrere nel sangue e raggiungere le dita desiderose di comporre le nostre personali melodie sulla tastiera. Ci si dovrebbe cimentare nei generi e nelle scene che sentiamo meno vicine a noi, per gusto o propensione. Si dovrebbe, quanto più possibile: per esercizio, per testare e superare i nostri limiti, per metterci alla prova e, magari, trarre soddisfazione scoprendo di essere capaci di fare molto più di ciò che credevamo.
Diverse volte ho tentato questa strada, ma ammetto che spesso e volentieri mi sono ritrovata a chiudere il file Word in preda ad una crisi isterica. Non credo che scrivere sia semplicemente mettere una parola dopo l’altra. Certo, non è oggettivamente possibile comporre qualcosa solo quando l’ispirazione viene a bussare, ma almeno per quanto mi riguarda, la scrittura “a comando” non mi aiuta a creare niente di buono. Di contro, mi genera solo tanta ansia.

Voi, invece? Scrivete anche quando non vi sentite ispirati? Siete “organizzati” nelle vostre attività di scrittura? Dedicate a questa passione un tempo definito ogni giorno/settimana/mese oppure scrivere perlopiù quando sentite l’urgenza di farlo?
Mi rivolgo soprattutto a chi scrive romanzi o comunque testi lunghi: vi è capitato di bloccarvi e non riuscire a trovare l’ispirazione per continuare?
Sarei contenta di confrontarmi con voi. 🙂