Il coraggio delle donne che combattono per i propri desideri

Sabato sera da leoni: io, una fumante tazza di Earl Grey tea accompagnata da qualche biscottino al burro, e The Danish girl(2015), diretto da Tom Hooper, adattamento dell’omonimo romanzo di David Ebershoff e liberamente ispirato alle vite dei pittori danesi Lili Elbe (alter ego femminile di Einar Wegener) e di sua moglie, Gerda Wegener. story

Ve lo dico subito: desideravo vedere questo film da non so quanto tempo e sono felice di poter affermare con convinzione che, almeno per una volta, le mie aspettative non sono state deluse. Una sola parola: Wow. Continue reading “Il coraggio delle donne che combattono per i propri desideri”

Umiltà, questa sconosciuta…

In un breve momento di pausa, con lo sguardo diviso tra la finestra schizzata dalla pioggia e una tazzina di caffè fumante, butto giù qualche pensiero su cui mi ritrovo a riflettere da un po’.
Sono passati ormai quasi due mesi da quando ho terminato la prima stesura del mio primo romanzo. Settimane in cui si sono accumulati, sostituiti e susseguiti i più svariati propositi. Mentre dondolavo sull’altalena delle mie emozioni – costantemente divisa tra un “Ce la posso fare” e un “Voglio cestinare tutto e smettere di scrivere per sempre“, ho osservato scorrere sulla Home del mio profilo svariate pubblicazioni di conoscenti e colleghi, partecipato a discussioni e letto articoli inerenti il mondo dell’editoria. Attività che, a un certo punto, hanno sortito in me uno strano, negativo, effetto: ho, infatti, avvertito pian piano salire dallo stomaco un forte senso di nausea, sempre più fastidioso. Nausea verso un settore che speravo diverso, che speravo migliore e che, in sostanza, mi sta mostrando tutto il suo marciume.

Mettendo da parte il lato più puramente “professionale” della cosa (la piaga degli editori a pagamento e la sensazione di mediocrità e pressapochismo che aleggia ormai da qualche anno, tanto per citare qualche esempio), la delusione da cui mi sento maggiormente toccata è quella che fa riferimento al lato più umano degli “scrittori”; quel lato che forse, più di tutti, dovrebbe e potrebbe incuriosire e ispirare un lettore ad avvicinarsi al mondo di cui sono gli unici creatori. Continue reading “Umiltà, questa sconosciuta…”

Ogni fine è un nuovo inizio

Ogni fine non è altro che un nuovo inizio. Quante volte lo abbiamo letto, pensato e sperimentato sulla nostra pelle?
Era la frase che ci ripetevamo alla fine di quella storia d’amore in cui avevamo tanto investito, di quell’amicizia che credevamo sarebbe durata per una vita intera, di quel rapporto lavorativo grazie al quale ci eravamo illusi di aver trovato finalmente la nostra dimensione professionale.
La vita ci spinge ogni giorno a chiudere alcune porte e ad aprirne di nuove. Tutto cambia così velocemente, così repentinamente, che spesso siamo già così proiettati verso un nuovo obiettivo, un nuovo rapporto o semplicemente una nuova possibilità che dimentichiamo di fermarci un attimo, fare un bel respiro e rivedere a debita distanza tutto ciò che abbiamo costruito. Con meno trasporto, con maggiore obiettività, ma con lo stesso interesse. Continue reading “Ogni fine è un nuovo inizio”

Elogio del lettore intelligente

Sacro sia il lettore che non si lascia influenzare dalle mode del momento,
che non spegne il cervello e la propria capacità di pensiero
alla vista di una fascetta gialla o di cinque stelline luminose.

Sacro sia il lettore che dà una possibilità anche a generi che sente meno vicini,
che non rifiuta a priori l’alternativa,
che ha la curiosità di esplorare e lasciarsi stupire dalla “diversità”.

Sacro sia il lettore che non si lascia persuadere dai fenomeni del momento,
che sa identificare chi si improvvisa in un ruolo che gli è estraneo
e riconoscere chi invece, provvisto di passione, talento e competenza
sta cercando di guadagnarsi a fatica il giusto riconoscimento. Continue reading “Elogio del lettore intelligente”

Una foto, un pensiero #1

È una splendida giornata di sole qui a Londra (una delle pochissime terse e luminose degli ultimi tempi) e nonostante l’aria sia gelida, tutta questa luce non può che riportarmi col pensiero a casa mia, a Napoli, dove leggo che la primavera sta inondando, con il suo dolce tepore, vicoli e vicoletti.

Questo sole poco timido sembra voler dissipare i tristi pensieri di ieri (a proposito, grazie di cuore a chi si è fermato a scrivermi poche righe, a chi mi ha lasciato un abbraccio, a chi mi ha fatto sentire meno sola e incompresa. Siete stati dolcissimi, vi ringrazio davvero tanto!) e dentro di me, una nuova e tenera vocina sembra dirmi:
Bellezza, perché non prendi il quadernone rosa che non apri da una settimana e provi a continuare quella storia a cui tieni tanto ma che hai paura possa non spiccare il volo?

Perché la vocina interiore lo sa. Sa che il mio problema è sempre quello: temere di perdere la bussola nella confusione dei miei pensieri, di non riuscire a dare spessore né alla storia né ai personaggi che vorrei presentare, di scadere nella banalità o al contrario di risultare pedante e pesante, di non riuscire a veicolare il messaggio che voglio che arrivi dritto al cuore di chi legge. Continue reading “Una foto, un pensiero #1”